domenica 5 giugno 2016

Dialogo con l'Islam

Sentiamo continuamente parlare della necessità di instaurare un dialogo con l'Islam moderato. E' davvero possibile? Esiste davvero un Islam moderato?
Domande dalla difficile risposta e che richiederebbero una disanima molto approfondita.
Tre sono i fatti accaduti negli ultimi tempi - e tralascio tutti gli episodi di intolleranza violenta, i quali nascono non solo dall'integralismo religioso ma anche dall'ignoranza dei poveri, manipolati da abili istigatori. 



Primo episodio: l'incontro tra papa Francesco e lo Sceicco al-Tayyib, Grande Imam di al-Azhar. Un incontro di pace, è stato definito: intanto la guerra del Daesh e della altre fazioni integraliste continua senza sosta.  L'imam guida al Cairo la più importante istituzione religiosa del mondo sunnita e il papa guida la Chiesa cattolica: ma che effetti avrà sulla vita dei fedeli questo incontro? A mio avviso scarso: non bastano eventi ad alto livello a creare una cultura di dialogo e di incontro veri. 

Risultati immagini per niqabSecondo avvenimento: alcune organizzazioni egiziane chiedono l'abolizione del velo, il niqab,  nei luoghi pubblici. Riporto da "Missioni Consolata" di giugno, pagina 9: Se le leggi impediranno alle donne islamiche di indossare il velo integrale (niqab), a qual punto, per evitare discriminazioni, bisognerà anche impedire alle donne cristiane di portare addosso catenine e collane con la croce. La notizia si può leggere anche al seguente link: 
http://www.fides.org/it/news/59829-AFRICA_EGITTO_Professore_di_al_Azhar_se_viene_abolito_il_velo_bisogna_anche_proibire_di_indossare_la_croce#.V1RZcb6515I  
Nell'articolo dell'Agenzia Fides si possono anche leggere le non troppo velate minacce di tale professore, esperto di sharia, non certo di leggi civili (in tutti i sensi). 
La differenza sostanziale è che il niqab non è solo, e forse non tanto, un'espressione di fede religiosa, quanto di una cultura nella quale la donna è sempre sottomessa. Penso che a tutti appaia evidente la differenza tra il niqab e una croce portata al collo. Quanto poi alle discriminazioni, l'eminente professore dovrebbe parlarci di come sono già discriminati i cristiani dalle leggi egiziane, anche in termine di carriera negli uffici pubblici. Cristiani che, lo ricordo a chi non lo sapesse, erano in Egitto secoli prima dell'invasione araba, per l'esattezza da più di cinquecento anni. 
Ultimo, ma non ultimo, la reazione scomposta di Ergogan aalla decisione del parlamento tedesco di chiamare genocidio lo sterminio degli armeni da parte dei turchi a inizio '900. Uno sterminio etnico-religioso, teso a far scomparire una popolazione per impadronirsi delle sue ricchezze.   

Armeni, per la Germania fu genocidio. Turchia richiama ambasciatore: “Ci sarà impatto serio. Errore storico”

Nella reazione di Ergogan, presidente di una nazione nella quale i diritti umani sono considerati quasi pari a zero, si sommano disprezzo della storia, arroganza, presunzione di possedere l'unica verità possibile (quella dell'Islam), nella coscienza che nessuno dirà niente alla Turchia, men che meno gli USA, ai quali servono troppo le basi aeree fornite dagli ottomani - li chiamo così, perché tali sembrano essere rimasti, nonostante la lodo dichiarazione di essere moderati. 

Lascio a voi voi l'ardua sentenza sulla reale possibilità di dialogo con l'islam. 
Io, da parte mia, penso che tutti gli stati dovrebbero impedire i partiti di ispirazione religiosa e approvare tutte le leggi possibili perché si viva in pace, sia difesa la dignità umana delle donne e e non si possa esercitare in nessun modo qualsivoglia falsificazione della storia, specie se  ispirata da un negazionisom di chiaro stampo fascista.
Buona serata e buona settimana a tutti.