Un altro regalo per resistere
martedì 25 aprile 2017
I morti sono tutti uguali? Pensieri sulla resistenza
Buon 25 aprile a tutti.
Da anni ci sono persone che in occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo immancabilmente se ne escono con le loro proposte revisionistiche: I morti sono tutti uguali, da qualunque parte abbiano combattuto.
L'affermazione è vera solo in parte: per chi, come me, è credente, i morti sono tutti uguali davanti a Dio. Ma nel giudizio storico non è e non può essere così: c'era chi combatteva per la libertà, i partigiani, che non erano tutti comunisti, ma anche socialisti, del Partito Popolare, liberali, repubblicani e a-partitici. E c'era invece chi combatteva in nome di un'ideologia oppressiva e razzista, il nazifascismo, appunto. C'è chi mi dice che il comunismo non era meglio: storicamente il comunismo realizzato in URSS e nelle nazioni dall'URSS occupati, in Cina, in Albania, in Cambogia, in Vietnam, in Romania, a Cuba stessa, ha realizzato strutture (ad es i gulag) e strumenti di potere (le polizie segrete e i carceri politici) e di massificazione praticamente identici a quelli del nazifascismo. Ma senza l'Armata Rossa dove saremmo oggi? Anche il capitalismo americano, liberista fino all'assurdo, non è certo il top dell'organizzazione (o dis-organizzazione) statale e sociale: ma dove saremmo oggi senza l'America? Churchill stesso non era uno stinco di santo e ha ordinato bombardamenti inutili, quasi vendicativi: ma dove saremmo oggi senza la sua nitida visione storica della necessità di combattere e resistere ad oltranza contro quell'impero del male che era il nazismo?
Certo, tutti coloro che combattevano erano italiani, però con due idee di stato e di società completamente diverse: da un lato ha combattuto chi ha costruito la democrazia, pur con tutti i suoi difetti e con il profilo minimo - per non dire minimalista - che mostra oggi, dall'altro combatteva chi difendeva una dittatura militarista, guerrafondaia e illiberale.
Oggi corriamo il rischio di vedere la fine della libertà, di cedere a nuove tentazioni populiste invece che lavorare per migliorare questa nostra povera democrazia. Corriamo il rischio di una persona sola al potere, il rischio dell'istituzionalizzazione dell'intolleranza, della cancellazione delle differenze, del bavaglio giudiziario verso chi la pensa diversamente, dell'ignoranza al potere - e nelle nostre istituzioni ce n'è già molta.
La resistenza, con tutti i suoi difetti e i suoi errori, rimane un valore, molto più della resilienza che oggi va tanto di moda. Inizio quindi con un regalo che spero gradirete: il video di Stalingrado degli Stormy Six, perché in quella battaglia è iniziato il crollo del nazifascismo.
E invito tutti non solo all'ascolto, ma anche a cambiare il nome della Seconda Guerra Mondiale in GUERRA CONTRO IL NAZIFASCISMO, come già avviene da sempre in Russia.
Hasta siempre
Da anni ci sono persone che in occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo immancabilmente se ne escono con le loro proposte revisionistiche: I morti sono tutti uguali, da qualunque parte abbiano combattuto.
L'affermazione è vera solo in parte: per chi, come me, è credente, i morti sono tutti uguali davanti a Dio. Ma nel giudizio storico non è e non può essere così: c'era chi combatteva per la libertà, i partigiani, che non erano tutti comunisti, ma anche socialisti, del Partito Popolare, liberali, repubblicani e a-partitici. E c'era invece chi combatteva in nome di un'ideologia oppressiva e razzista, il nazifascismo, appunto. C'è chi mi dice che il comunismo non era meglio: storicamente il comunismo realizzato in URSS e nelle nazioni dall'URSS occupati, in Cina, in Albania, in Cambogia, in Vietnam, in Romania, a Cuba stessa, ha realizzato strutture (ad es i gulag) e strumenti di potere (le polizie segrete e i carceri politici) e di massificazione praticamente identici a quelli del nazifascismo. Ma senza l'Armata Rossa dove saremmo oggi? Anche il capitalismo americano, liberista fino all'assurdo, non è certo il top dell'organizzazione (o dis-organizzazione) statale e sociale: ma dove saremmo oggi senza l'America? Churchill stesso non era uno stinco di santo e ha ordinato bombardamenti inutili, quasi vendicativi: ma dove saremmo oggi senza la sua nitida visione storica della necessità di combattere e resistere ad oltranza contro quell'impero del male che era il nazismo?
Certo, tutti coloro che combattevano erano italiani, però con due idee di stato e di società completamente diverse: da un lato ha combattuto chi ha costruito la democrazia, pur con tutti i suoi difetti e con il profilo minimo - per non dire minimalista - che mostra oggi, dall'altro combatteva chi difendeva una dittatura militarista, guerrafondaia e illiberale.
Oggi corriamo il rischio di vedere la fine della libertà, di cedere a nuove tentazioni populiste invece che lavorare per migliorare questa nostra povera democrazia. Corriamo il rischio di una persona sola al potere, il rischio dell'istituzionalizzazione dell'intolleranza, della cancellazione delle differenze, del bavaglio giudiziario verso chi la pensa diversamente, dell'ignoranza al potere - e nelle nostre istituzioni ce n'è già molta.
La resistenza, con tutti i suoi difetti e i suoi errori, rimane un valore, molto più della resilienza che oggi va tanto di moda. Inizio quindi con un regalo che spero gradirete: il video di Stalingrado degli Stormy Six, perché in quella battaglia è iniziato il crollo del nazifascismo.
E invito tutti non solo all'ascolto, ma anche a cambiare il nome della Seconda Guerra Mondiale in GUERRA CONTRO IL NAZIFASCISMO, come già avviene da sempre in Russia.
Hasta siempre
sabato 15 aprile 2017
La Pasqua di tutte le età
Questa mattina, sabato santo, sono passato in chiesa per un momento di adorazione davanti al "sepolcro" e ho notato con molta gioia che erano presenti persone di tutte le età, da un bimbo in carrozzina di pochi mesi fino ad un anziano che camminava con il bastone da un lato e il figlio che lo sorreggeva dall'altro. Però mancavano i giovani, purtroppo. Alcuni ragazzotti se ne stavano a cazzeggiare davanti al negozio di alimentari, facendo gli stupidi, come succede di vedere sempre più spesso. Signore Gesù, che sei morto in croce anche per loro, guidali alla verità della loro esistenza e alla pienezza della vita. Amen.
domenica 12 marzo 2017
Appunti da un viaggio in India
00
Finalmente partiti, in volo, verso
la destinazione finale. Solo ora ne puoi essere certo: il viaggio tanto a lungo
pensato, programmato, sognato o acchiappato al volo all'ultimo minuto, quel
viaggio è iniziato. Un viaggio che ti porterà lontano dal tuo mondo, o meglio,
in un altro mondo, nel quale, certo, ritrovi segnali e situazioni che appartengono
anche alla terra dalla quale sei partito, ma che qui appaiono diversi già al
primo impatto e si rivelano davvero differenti quando li sperimenti. Anche le
persone sono diverse, pur mostrando tratti noti e conosciuti.
O così almeno credevi prima di
partire. Ora che sei arrivato la realtà nella quale ti trovi immerso è
totalmente altra da come te le eri immaginata e da tutti i pensieri, le
concezioni, le teorie che avevi elaborato o con le quali ti eri incontrato o scontrato
lungo gli anni dell’esistenza nel tuo mondo.
Innanzitutto questo mondo esiste.
I documentari visti in TV, le foto su carta patinata delle riviste di viaggio,
i libri letti, descrivevano e rappresentavano una realtà esistente. Non si
trattava di fantasie di scrittori scritte per porre rimedio alle loro frustrazioni
oppure per manie stravaganti o per incassare i diritti d’autore di un probabile
best seller. Non sono stati montati scenari ad Hollywood per ingannarci con
false immagini e nessuno ha elaborato sofisticati fotomontaggi digitali con
software professionali.
Tutto esiste davvero. Ed è così
diverso e affascinante da stupirti ogni giorno fin dal tuo arrivo.
Il viaggio è appena iniziato e
sembra essere giunto già a destinazione.
Quanto tempo è passato? Davvero conta?
La paura del distacco da terra è
scomparsa e ora ti godi paesaggi mai visti e prospettive inedite. Ti tutti in questo oceano di novità, profondo
e sconfinato, e la vita scorre fluida e forte nel tuo essere.
Altro non aspettavo e altro ho
incontrato.
01
Muoiono i sari
multicolori
nel nero abbuiante dei chador
e nel bianco accecante delle
chiese.
Io, per me, preferisco i toni
accesi
e gli acrobatici accostamenti
delle tinte vitali.
02
Come perdersi viaggiando lontano?
Così diverso è il mondo, così uguale,
scoperta di similare alterità
in cui ti specchi e da te differente.
03
Come ulcere dentro la città
s'ergono campanili e minareti
escrescenze d'orrori architettonici.
Poco lontano gli antichi dei vegliano
immobili nell'affanno degli uomini.
Le campane dei guru li svegliano
consolazione ai deboli speranza per i poveri
illusoria certezza dei convinti.
04
Tra palme gialloverdi e mucche immobili
attraverso villaggi occidentali
corre la strada. Tu cerchi nell'India
la risposta e lei fugge verso ovest
e impossibile è l'incontro e il bacio.
Torna alle terre natie e interroga
le profonde radici. Lì sepolto
ti attende il tesoro e nel cuore
tu già la sai.
05
Sempre in cerca di conferme borghesi
anche un po' cafoni guardano l'India
con occhi occidentali e non capiscono
questo immoto continente disteso
nel suo brullore tra l'oceano e il cielo
assetato del monsone fecondo
che scende dal celeste e porta frutti
ai viventi tutti.
06
Interessante è l'oro delle palme
quando ormai lo smeraldo delle foglie
agonizza e si trasforma in splendore
e si inabissa nel cielo turchese.
Le pale eoliche danzano liete
al dolce soffio di felice brezza
e gioioso è il mattino.
07
Arida e rossa è la terra in attesa
del fecondo monsone. Dove ora
incontrastata domina l'argilla
saranno virgulti di novità.
Sorella morte non è la parola
ultima della vita.
08
Le case accendono il villaggio quieto
coi colori brillanti dell'acrilico
scacciando la lentezza fatalista
nata dall'ineludibile karma.
Infranto è il cerchio di vite sgorgate
da sofferenza e piacere bevuti
avidamente urlando.
Un oceano dalle infinite tinte
attende la felice libertà
dalla mortale fatica del grigio.
09
Le pale eoliche ruotano lente
senza sosta nel cielo ben piantate
nelle colline riarse dal sole.
Solo una sta ferma nell'azzurro
col suo candore, forse guasta oppure
stanca del moto perpetuo e alienante.
Statico eppur sempre nuovo è il celeste
che accende dentro il cuore il desiderio
di somigliare alle astrali sfere.
Chi sa il destino atteso se non gli sciocchi?
10
Come pensare chi non hai mai visto,
come scolpire forme sconosciute?
Solo simboli e fantastiche fiere
sui pilastri dei templi immaginati
mostrano l'invisibile deità
11
Bianca la pietra e giallo il tufo spendono
insieme al grigio granito d'henné
tinto e alla delicata arenaria
che rosa di sculture s'accompagna
e fiorisce coi variopinti templi
colorati di fiori e materiali
più preziosi dell'oro e dell'argento.
Dalle viscere e dai fianchi dei monti
tutti vennero a lodare gli dei.
12
Pale eoliche ancora ma stasera
il pallore dei pali è ravvivato
da un arancio che ricorda la terra
dove stanno allineati in parata
ordinati soldati
profezia di simbiosi.
13
Si respira assoluto immobilismo
nello sguardo del vecchio - domanda
sull'agitarsi inquieto dei turisti
che ammira il bianco delle vesti e il nero
del viso millenario, quotidiano
elevato a sublime.
Imparare lo sguardo altrui è l'impresa
il più arduo tra i viaggi.
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