mercoledì 24 dicembre 2014

Riflessioni sul Natale

Per questo Natale 2014 non intendo annoiarvi con parole mie o con banalità. 
Voglio invece offrirvi alcune riflessioni dal libro di Matta el Meskin, Comunione nell'amore, Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose, 1999, pag. 79-105 passim.

La nascita di Cristo, la sua morte e la sua risurrezione sono eventi soprannaturali che vanno ben al di là della loro dimensione storica ed è per questo che il loro impatto diretto sull'intera umanità ha superato ogni misura di logica umana.
Possiamo percepire e sentire proprio al cuore dell'evangelo come la storia e l'eternità siano mescolate insieme in una stupefacente sintonia. La storia era e rimane storia. Essa riferisce soltanto il passato con i suoi avvenimenti... L'uomo ha sempre ritenuto inconcepibile l'eventualità che un giorno la storia e l'eternità potessero mescolarsi. In quel tempo, nella persona di Gesù Cristo, la storia si è eretta saldamente in piedi, viva e datrice di vita, potente nella sua efficacia, intrecciata con le profondità stesse di Dio e dell'eternità, pronta a trasportare il passato mortale dell'uomo in una vita eterna e immortale che non viene meno.
La storia - o il tempo - era il punto in cui la vicenda di ogni creatura era obbligata a fermarsi, giacché era creata, viveva e moriva. Così è stato, finché - nella pienezza del tempo - nacque, in un giorno, in un mese e in un anno preciso della storia, un bambino chiamato Gesù... A duemila anni di distanza da quella nascita e conformemente a quanto indicato negli evangeli, avvenimenti chiari hanno mostrato... con segni evidenti che in quel luogo e in quel bambino era stata inaugurata una nuova storia dell'umanità. Un mistero che ingloba anche il cielo e le sue creature invisibili e si dilata fino all'eternità e a Dio.
Qui el Meskin cita Lc 2,8-14 Apparizione degli angeli ai pastori
Questo evento celeste fu la prima aperta violazione dei confini imposti allo spazio dell'umanità e alla sua capacità di raccontare la storia a livello del tempo. La violazione degli angeli del campo visivo e auditivo dell'uomo è qualcosa che originariamente non apparteneva alla storia o alla capacità ricettiva umana. ...colui che è nato è dio condizione tale che, una volta abbassatosi a livello umano e terreno nella mangiatoia di Betlemme, immediatamente di apre un varco verso la condizione divina e celeste... L'angelo qui... appare come un evangelista a servizio degli uomini e così... si fa carico di ricordare a ciascuno l'importanza di questo giorno nella storia dell'umanità: giorno di "grande gioia" dal quale tutti potranno attingere la loro felicità sulla terra. Nell'ottica divina... il giorno della nascita di Cristo rappresenta la nascita di un salvatore. L'angelo... svela il valore di questo momento, valore nascosto nella natura di colui che è nato: ...è "giorno si salvezza", "grande gioia", "compiacimento negli uomini". Con la nascita di questo bambino salvatore, i giorni di dolore sono terminati e sono iniziati quelli di beatitudine... si tratta dell'inizio di un'epoca post-storica: è la storia della salvezza eterna, la storia della gioia divina... rovesciata sulla terra per non essere mai più strappata dal cuore dell'uomo.
...la nascita di Cristo fu l'inizio di una riconciliazione tra due mondi... il punto di partenza della rivelazione di ciò che è nei cieli e la manifestazione dell'invisibile. 
...gli evangelisti ... narrarono il compimento delle promesse eterne di Dio, fatte nei tempi antichi e realizzate al tempo stabilito in Gesù Cristo suo Figlio, offerto da Dio stesso alla nostra terra in una carne simile alla nostra.
La storia di Cristo è la storia di Dio in rapporto alla salvezza umana. Cristo infatti è la Parola di Dio per l'uomo... 
...la vita di Cristo... è la manifestazione di Dio nella vera natura del genere umano, la manifestazione del cielo sulla terra, dell'eternità nella pienezza del tempo.
L'incarnazione di Cristo, la sua nascita e il suo ingresso nella sostanza della storia umana hanno messo l'evangelo in condizione di muoversi tra la storia e l'eternità, rendendo praticabile un mistero che è al di là della ragione. Questo evento... rende Dio accessibile alla conoscenza umana...
...l'incontro tra l'eternità e la storia...
Dio si è rivelato di persona... l'invisibile si è reso visibile e l'inconoscibile si è fatto conoscere in una fulgida manifestazione della gloria di Dio.
Cristo insiste... su un... fatto di estrema importanza: la manifestazione del regno di Dio e il rapporto che ha con la sua venuta nel nostro mondo. (...) Egli proclamò che la sua venuta nel mondo costituiva l'inaugurazione del tempo del regno di Dio e indicò nella sua incarnazione e nascita l'autentico ingresso dell'umanità nella sfera del regno di Dio. Questo significa ... l'ingresso di tutti coloro che sono uniti a lui nella fede "...pace in terra agli uomini che egli ama"... L'iniziazione della terra e dell'uomo alla sfera del regno e della pace di Dio significa qui l'irruzione del regno di Dio nel mondo dell'uomo..
...il suo regno è un regno eterno, che non verrà mai meno e che non è di questo mondo. 
... il regno di Dio è entrato nel nostro mondo attraverso la nascita di Cristo...

venerdì 12 dicembre 2014

F-35, VOLI DELLA PINOTTI




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Un solo commento: cosa aspettarsi da questo governo, anzi, da questo regime demo(s)cristiano?

lunedì 1 dicembre 2014

Delocalizzazione: una scelta non cristiana

Molte industrie italiane negli ultimi anni hanno scelto di delocalizzare,  una scelta che io considero non cristiana.  Per capire questo giudizio esaminiamo le possibili motivazioni di una scelta che per molti lavoratori coinvolti significa disoccupazione per lunghi duri anni. 
1. Tasse troppo alte in Italia
2. Costo troppo alto dell'energia in Italia
3. All'estero si pagano stipendi più bassi
4. All'estero i lavoratori possono essere obbligati a lavorare per più ore con spesa minore
5. All'estero i lavoratori hanno meno garanzie che in Italia: maternità,  ferie,  permessi per visite ed esami, cassa malattia e altre "amenità" simili non esistono
6. All'estero si può licenziare quando pare e piace
7. All'estero non esistono obblighi per la tutela dell'ambiente
8. All'estero non esistono obblighi di legge per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi
Tutto questo cosa comporta? Un guadagno maggiore, smisuratamente maggiore per gli industriali.
Tutto questo (esclusi i primi due punti, sui quali i nostri governanti dovrebbero rivedere aliquote e tariffe) non va in nessun modo d'accordo con l'etica cristiana del lavoro, in quanto il motivo principale è un guadagno quasi smisurato,  un essere al servizio di mammona, il dio denaro.
Per questo bisogna dire no alla delocalizzazione, in nome di una concezione sociale che non può che essere diversa da quella del capitalismo liberista.
Oggi i cristiani non possono più tacere,  non possono più pensare che alla costruzione del regno bastino processioni, rosari e belle liturgie, non possono più restare chiusi nelle sacrestie. Dobbiamo alzare la voce, è un dovere imprescindibile oggi.