Voglio invece offrirvi alcune riflessioni dal libro di Matta el Meskin, Comunione nell'amore, Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose, 1999, pag. 79-105 passim.
La nascita di Cristo, la sua morte e la sua risurrezione sono eventi soprannaturali che vanno ben al di là della loro dimensione storica ed è per questo che il loro impatto diretto sull'intera umanità ha superato ogni misura di logica umana.Possiamo percepire e sentire proprio al cuore dell'evangelo come la storia e l'eternità siano mescolate insieme in una stupefacente sintonia. La storia era e rimane storia. Essa riferisce soltanto il passato con i suoi avvenimenti... L'uomo ha sempre ritenuto inconcepibile l'eventualità che un giorno la storia e l'eternità potessero mescolarsi. In quel tempo, nella persona di Gesù Cristo, la storia si è eretta saldamente in piedi, viva e datrice di vita, potente nella sua efficacia, intrecciata con le profondità stesse di Dio e dell'eternità, pronta a trasportare il passato mortale dell'uomo in una vita eterna e immortale che non viene meno.
La storia - o il tempo - era il punto in cui la vicenda di ogni creatura era obbligata a fermarsi, giacché era creata, viveva e moriva. Così è stato, finché - nella pienezza del tempo - nacque, in un giorno, in un mese e in un anno preciso della storia, un bambino chiamato Gesù... A duemila anni di distanza da quella nascita e conformemente a quanto indicato negli evangeli, avvenimenti chiari hanno mostrato... con segni evidenti che in quel luogo e in quel bambino era stata inaugurata una nuova storia dell'umanità. Un mistero che ingloba anche il cielo e le sue creature invisibili e si dilata fino all'eternità e a Dio.
Qui el Meskin cita Lc 2,8-14 Apparizione degli angeli ai pastori
Questo evento celeste fu la prima aperta violazione dei confini imposti allo spazio dell'umanità e alla sua capacità di raccontare la storia a livello del tempo. La violazione degli angeli del campo visivo e auditivo dell'uomo è qualcosa che originariamente non apparteneva alla storia o alla capacità ricettiva umana. ...colui che è nato è dio condizione tale che, una volta abbassatosi a livello umano e terreno nella mangiatoia di Betlemme, immediatamente di apre un varco verso la condizione divina e celeste... L'angelo qui... appare come un evangelista a servizio degli uomini e così... si fa carico di ricordare a ciascuno l'importanza di questo giorno nella storia dell'umanità: giorno di "grande gioia" dal quale tutti potranno attingere la loro felicità sulla terra. Nell'ottica divina... il giorno della nascita di Cristo rappresenta la nascita di un salvatore. L'angelo... svela il valore di questo momento, valore nascosto nella natura di colui che è nato: ...è "giorno si salvezza", "grande gioia", "compiacimento negli uomini". Con la nascita di questo bambino salvatore, i giorni di dolore sono terminati e sono iniziati quelli di beatitudine... si tratta dell'inizio di un'epoca post-storica: è la storia della salvezza eterna, la storia della gioia divina... rovesciata sulla terra per non essere mai più strappata dal cuore dell'uomo.
...la nascita di Cristo fu l'inizio di una riconciliazione tra due mondi... il punto di partenza della rivelazione di ciò che è nei cieli e la manifestazione dell'invisibile.
...gli evangelisti ... narrarono il compimento delle promesse eterne di Dio, fatte nei tempi antichi e realizzate al tempo stabilito in Gesù Cristo suo Figlio, offerto da Dio stesso alla nostra terra in una carne simile alla nostra.
La storia di Cristo è la storia di Dio in rapporto alla salvezza umana. Cristo infatti è la Parola di Dio per l'uomo...
...la vita di Cristo... è la manifestazione di Dio nella vera natura del genere umano, la manifestazione del cielo sulla terra, dell'eternità nella pienezza del tempo.
L'incarnazione di Cristo, la sua nascita e il suo ingresso nella sostanza della storia umana hanno messo l'evangelo in condizione di muoversi tra la storia e l'eternità, rendendo praticabile un mistero che è al di là della ragione. Questo evento... rende Dio accessibile alla conoscenza umana...
...l'incontro tra l'eternità e la storia...
Dio si è rivelato di persona... l'invisibile si è reso visibile e l'inconoscibile si è fatto conoscere in una fulgida manifestazione della gloria di Dio.
Cristo insiste... su un... fatto di estrema importanza: la manifestazione del regno di Dio e il rapporto che ha con la sua venuta nel nostro mondo. (...) Egli proclamò che la sua venuta nel mondo costituiva l'inaugurazione del tempo del regno di Dio e indicò nella sua incarnazione e nascita l'autentico ingresso dell'umanità nella sfera del regno di Dio. Questo significa ... l'ingresso di tutti coloro che sono uniti a lui nella fede "...pace in terra agli uomini che egli ama"... L'iniziazione della terra e dell'uomo alla sfera del regno e della pace di Dio significa qui l'irruzione del regno di Dio nel mondo dell'uomo..
...il suo regno è un regno eterno, che non verrà mai meno e che non è di questo mondo.
... il regno di Dio è entrato nel nostro mondo attraverso la nascita di Cristo...
Siamo soliti focalizzare le nostre meditazioni sulla nascita di Cristo su ciò che è avvenuto visibilmente nella storia. (...) Ma vorremmo ora considerare cosa è avvenuto in modo invisibile nel giorno della nascita di Cristo.
... colui che era nato era davvero il re che doveva venire, il salvatore, il redentore, il detentore della chiave della casa di David, colui che quando chiude nessuno può aprire e quando apre nessuno può chiudere. Il suo regno è un regno eterno che non avrà mai fine.
...in Cristo fu compiuta la promessa di Dio fatta all'inizio dell'era della salvezza e la manifestazione sulla terra del regno di Dio.
Possiamo contemplare il volto nascosto del giorno del Natale: i troni vennero distrutti e ne furono preparati altri. Un'epoca finiva e ne iniziava un'altra, come aveva detto la vergine Maria nel suo immortale inno di lode: "Ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili"
Com'è sorprendente che il regno di Cristo, apportatore di salvezza, abbia potuto essere proclamato mentre egli era ancora nel grembo. Nel giorno della sua nascita fu riconfermato dalle schiere celesti e dai magi, che avevano sopportato la fatica del lungo viaggio per poter vedere il re dei giudei, adorarlo e offrirgli dei doni che esprimevano l'essenza della loro fede nel suo regno.
L'altro aspetto della nascita del Cristo bambino, avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia, è proprio questo regno.
...questo secondo aspetto... in realtà è l'essenza del significato del Natale. Cristo stesso, nella sua predicazione e nelle sue parabole, attribuì al regno di Dio una centralità che non accordò a nessun altro tema.
Tutti hanno presenti ... le parole di Cristo riguardanti il regno e disseminate lungo tutto l'evangelo: Cristo le utilizzò per cercare di spiegare e descrivere l'inspiegabile e indescrivibile regno di Dio... l'enorme significato attribuito da Cristo al concetto del regno. Nessuna parabola da sola potrebbe descrivere il regno di Dio e neanche tutte le parabole insieme sarebbero sufficienti...
Il regno di Dio... resta sempre una novità che attende un compimento. Quando tutte le nostre parole e i loro significati giungono al termine, la realtà del regno rimane immutata. E' una vita che non può essere descritta, ma che va vissuta ... il regno resta qualcosa di cui l'anima ha bisogno molto più di quanto ne abbiano bisogno la mente o la fantasia.
Il Cristo nato dalla vergine esteriormente non era nulla di più di u proverbio enigmatico, ma coloro che hanno occhi per vedere e orecchi per udire percepiscono l'altro aspetto della natività: Dio è apparso nella carne, poiché il bambino che è nato rivela il mistero dei cieli, il mistero della potenza, dell'autorità e della gloria di Dio, e l'impronta della sua natura.
I magi erano pienamente consapevoli dell'aspetto nascosto della natività: i loro occhi erano aperti per vedere la stella nel cielo, i loro orecchi erano aperti per ascoltare il mistero.
Questo è Cristo nato a Betlemme: un mistero nel contempo visibile e nascosto. Uno può accontentarsi di quello che vede dall'esterno... Ma se gli occhi e gli orecchi sono aperti, Cristo e la sua nascita assumono un altro intangibile significato che nessun libro e nessuna mente umana può contenere: Cristo diventa ... una fonte di visione che appaga senza limiti, una fonte di comprensione e di sapienza al di là di ogni ragione. E' il chicco di grano ... che contiene il mistero della morte e risurrezione e il mistero della fame e della sazietà.
... la preoccupazione di Cristo di spiegare il regno di Dio era motivata dal fatto che in quel modo egli rivelava se stesso e spiegava la sua nascita.
... il regno di Dio è potenza, ma il Cristo nato a Betlemme rivela come questa potenza di Dio sia illuminante, calma e umile.
... il regno di Dio è un sistema, un'organizzazione, una legge, ma il Cristo nato a Betlemme rivela l'amore, la compassione e il sacrificio di sé di un cuore dato per far esplodere le forze di questo sistema, di questa organizzazione e di questa legge.
...il regno di Dio è il potere logicamente supremo e l'autorità divina assoluta, forma di governo celeste e decreto divino, ma quello che è accaduto a Betlemme ci rivela che il regno di Dio ... non è più estraneo alla nostra stirpe, né inaccessibile alla vista, né difficile da ascoltare. Il miracolo eterno è accaduto, il prodigio al di là della logica umana si è compiuto e i cieli hanno annunciato il messaggio: "Oggi vi è nato nella città di David un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia" (Lc 2,11-12).
... il bambino che è di fronte a noi a Betlemme è di una semplicità estrema: possiamo guadagnarci le sue simpatie con l'amore, proprio come ogni bambino possiamo abbracciarlo e baciarlo. Questo è il modo che Dio ha scelto per rappresentare la vicinanza e la semplicità del regno dei cieli.
... è nell'estrema semplicità che il regno è reso vicino e ormai diventa possibile accedervi, grazie alla nascita di Cristo in quella accessibilissima stalla anziché nei palazzi dei re circondati da muraglie e da porte sprangate e custoditi da servitori e maggiordomi.
Guardiamo da vicino e a lungo negli occhi del bambino Gesù avvolto in fasce e giacente nella mangiatoia: nei suoi occhi possiamo vedere l'altro volto della natività, possiamo vedere il regno in tutta la sua altezza e profondità. Noi lo guardiamo ed egli ci guarda con estrema semplicità e benevolenza. Prendi in braccio il bambino Gesù e sentirai come è leggero il regno, anche se è un giogo da portare e un fardello di cui caricarsi.
...il regno di Dio è personificato in Gesù Cristo...
...è molto importante rendersi conto di quello che gli angeli volevano dire legando la gloria di Dio nel più alto dei cieli con la pace e la benevolenza sulla terra. ...è ... la realtà dell'incarnazione, il mistero nascosto nell'altro aspetto della nascita di Cristo in una stalla...
Il legame tra cielo e terra, tra visibile e invisibile, tra Dio e l'uomo, è la realtà della natività. E' l'autentica manifestazione del regno di Dio tra gli uomini: Emmanuele ... "Dio con noi".
... l'unione non ha abolito cielo e terra... l'unione avvenuta nella persona di Cristo ... con la sua umiltà e condiscendenza, aumenta la gloria resa a Dio nei cieli, così come la nostra pace e la nostra felicità vengono aumentate dall'amore, dalla redenzione e dalla salvezza discese su una terra cola di fatica e di pena. Questo è il significato del regno e della sua manifestazione: che noi possiamo acquisire sulla terra la pienezza del disegno di Dio e il suo celeste beneplacito.
Proprio come gli angeli cantavano e proclamavano che a causa della nascita di Cristo a Betlemme è resa gloria a Dio nel più alto dei cieli ed è accordata pace sulla terra e benevolenza a tutti, così di fronte al mistero dell'incarnazione di Cristo chiediamo con fiducia:" Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra".
Volgiamo lo sguardo a Cristo bambino nato in una stalla. Meditiamo sulla semplicità e l'umiltà del suo ingresso nel mondo, perché proprio grazie ad esse siamo in grado di aprirci un varco verso l'altro versante di questa nascita meravigliosa e vedere Dio. Siamo in grado di cogliere il mistero della volontà di Dio e il mistero del regno, che ora è alla nostra portata, proprio come quel bambino mite che giace nella mangiatoia.
Auguro a tutti un santo Natale
nel Signore Gesù che viene a salvarci





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