domenica 2 giugno 2013

La repressione in Turchia

Tutti, credo, abbiamo sentito della repressione attuata in Turchia dalla polizia che agisce agli ordini del governo islamico. Voglio proporvi le mie riflessioni su questo gravissimo episodio.
La repressione non è che l'ultimo di una lunga serie di azioni attuate dal governo turco per instaurare una vera e propria repubblica islamica in quello che era un paese "laico", così come lo aveva voluto Ataturk e come lo avevano mantenuto i suoi successori, non democratici, però, nemmeno loro. Tuttavia credo che il governo islamico di Erdogan sia molto più pericoloso di tutti quelli che lo hanno preceduto. Velo nelle università, censure di internet, giornalisti imprigionati, bavaglio ai partiti di opposizione, divieto di vendere alcolici dalle 10 alle 7 del mattino.
Il governo Erdogan non è diverso da quello egiziano, da quello tunisino e da tutti gli altri usciti dalla "primavera" araba, una primavera che ha l'aspetto e l'odore di un inverno repressivo basato sulla shaaria, che si pone some unica interpretazione possibile del Corano, mentre non lo è. L'islam sta uccidendo le già deboli e praticamente inesistenti democrazie del Vicino Oriente e del Nord Africa. E si sta ergendo come una minaccia non indifferente per l'Occidente.
Stiamo molto attenti: se in Europa venisse accettata la Turchia, dove andrebbe la tanto esaltata "laicità"? Ma forse questa vale solo per i cristiani, perché non possono offrire alla NATO una testa di ponte verso il Vicino Oriente come può invece fare la Turchia.
Dobbiamo dire forte il nostro NO all'islam politico, si all'islam religioso, NO al fondamentalismo, sì a una religione rispettosa della legge degli stati occidentali.
Accoglienza da parte nostra, rispetto da parte di chi arriva a vivere da noi. Questa è l'unica formula possibile.

sabato 1 giugno 2013

I funerali di Franca Rame

Non ho assistito ai funerali di Franca Rame, gli unici funerali hai quali ho partecipato sono stati quelli dei miei        
parenti ed amici.
Ma da quel poco che ho sentito alla radio, credo che anche in questa occasione Dario Fo abbia fatto in qualche misura il guitto come si può vedere anche dalla foto qui sotto.

Certo, ognuno reagisce ai lutti e al dolore a modo suo, ognuno è libero di compiere le sue scelte. Tuttavia mi sembra che in qualche misura la morte di Franca Rame - e non è l'unica - sia stata trasformata in uno spettacolo. E' giusto? Domanda inutile: non importa più sapere se è giusto o se esiste una verità, importa solo quello che vuole la singola persona e quello che piace al soggetto.
Non sono d'accordo con questo modo di gestire la morte, come non ero d'accordo con i giovani che cantavano sotto le finestre di san Pietro mentre Giovanni Paolo II moriva: serve più rispetto, "perché la morte è una cosa seria", come diceva la signora Cristina,l'anziana maestra del film Don Camillo.  
Liberi di pensare quello che volete, ma credo che Dario Fo spettacolarizzando la morte di Franca Rame non si sia comportato diversamente da come fa la TV di massa. La morte è un tabù per la nostra società e spettacolarizzarla la rende ancora di più un tabù ed evita un confronto interiore, mentale ed esistenziale con l'evento morte.
Un consiglio: preparatevi a morire, perché la morte è l'evento conclusivo della vostra esistenza e, per chi crede in un Dio, il momento più importante, quello nel quale si incontra il proprio Signore.
Vi lascio con un monito: memento mori, ricordati che devi morire.
Buona domenica.