La repressione non è che l'ultimo di una lunga serie di azioni attuate dal governo turco per instaurare una vera e propria repubblica islamica in quello che era un paese "laico", così come lo aveva voluto Ataturk e come lo avevano mantenuto i suoi successori, non democratici, però, nemmeno loro. Tuttavia credo che il governo islamico di Erdogan sia molto più pericoloso di tutti quelli che lo hanno preceduto. Velo nelle università, censure di internet, giornalisti imprigionati, bavaglio ai partiti di opposizione, divieto di vendere alcolici dalle 10 alle 7 del mattino.
Il governo Erdogan non è diverso da quello egiziano, da quello tunisino e da tutti gli altri usciti dalla "primavera" araba, una primavera che ha l'aspetto e l'odore di un inverno repressivo basato sulla shaaria, che si pone some unica interpretazione possibile del Corano, mentre non lo è. L'islam sta uccidendo le già deboli e praticamente inesistenti democrazie del Vicino Oriente e del Nord Africa. E si sta ergendo come una minaccia non indifferente per l'Occidente.
Stiamo molto attenti: se in Europa venisse accettata la Turchia, dove andrebbe la tanto esaltata "laicità"? Ma forse questa vale solo per i cristiani, perché non possono offrire alla NATO una testa di ponte verso il Vicino Oriente come può invece fare la Turchia.
Dobbiamo dire forte il nostro NO all'islam politico, si all'islam religioso, NO al fondamentalismo, sì a una religione rispettosa della legge degli stati occidentali.
Accoglienza da parte nostra, rispetto da parte di chi arriva a vivere da noi. Questa è l'unica formula possibile.