L'incoerenza laica di Dario Fo
Oggi si sono tenuti a Milano i funerali laici di Dario Fo.
Ho sempre visto nel suo Mistero Buffo e nel linguaggio inventato per tale opera una creazione geniale. Anche i credenti - come me - ammiravano tale capolavoro.
Allo stesso modo non ho mai condiviso l'assegnazione a Fo del Premio Nobel per la letteratura; forse ne avrebbe meritato uno per il teatro, se ci fosse. Ma mi sembrava che Fo fosse rimasto prigioniero del suo stesso capolavoro, vivendo di rendita su quella invenzione geniale ne facendo dello stupore linguistico l'unica - e proprio perché tale monotona - cifra stilistica delle sue opere, belle, ma non tali da meritare un nobel. E' una libera opinione, può darsi che io non abbia colto nella sua opera la dimensione del capolavoro. Certo in Italia era vivente e operante un certo Mario Luzi, la cui altezza poetica era da tutto il mondo riconosciuta come maggiormente degna di tale premio, che mai ha ricevuto. Tant'è. Mi chiedo quanto abbia pesato il diverso segno ideologico dei due nella scelta operata a favore di Fo.
Allo stesso modo non condivido il nobel assegnato a Dylan, che pure considero un genio per la rivoluzione musicale da lui operata con l'introduzione degli strumenti elettrici nel folk americano.
Sia detto per inciso: altri premi nobel sono stati assegnati senza che io riesca vederne il merito: Carducci, Deledda, Obama, solo per citare i più eclatanti.
Ma torniamo all'oggi. Perché dei funerali laici si sono svolti sulla piazza del duomo di Milano? Forse l'ultimo sberleffo alla religione voluto da Dario? O dal comune? O dal figlio? Non so chi abbia operato la scelta della location di quest'ultimo spettacolo del, no, scusate, per il grande attore. Chiunque sia stato il luogo - davanti alla cattedrale del vescovo di Milano - era il meno adatto per un funerale laico, considerato come si intende questo termine in Italia, dove suone un po' come anticlericale, antireligioso e anche, ed è il fatto più grave, contro la fede in Dio.
E pensare che a pochi metri di distanza c'è Piazza della Scala, con Palazzo Marino, sede del comune, e un teatro, seppur d'opera, ovvero il luogo dove il genio artistico si è espresso e quella civitas per la quale Dario ha sempre lottato nel corso della sua attività artistica, mai separata dall'impegno sociale.
Incoerenza laica, come quella che anni fa spinse i Verdi italiani, da sempre sostenitori del'azione secondo natura, a sostenere la non abrogazione della legge sulla fecondazione artificiale.
Dario, ti auguro di essere nel paradiso, dove potrai "vedere" quello che non sei riuscito a percepire in questa esistenza precaria qui sulla terra. E ti omaggio così, con una delle tue tipiche espressioni
Incoerenza laica, come quella che anni fa spinse i Verdi italiani, da sempre sostenitori del'azione secondo natura, a sostenere la non abrogazione della legge sulla fecondazione artificiale.
Dario, ti auguro di essere nel paradiso, dove potrai "vedere" quello che non sei riuscito a percepire in questa esistenza precaria qui sulla terra. E ti omaggio così, con una delle tue tipiche espressioni
Spero che terrai allegri tutti anche in paradiso.
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