domenica 28 aprile 2013

nome di battaglia Lia  

Lina Gottardi Bianchi, nome di battaglia Lia
sopra potete vedere una foto dello spettacolo dell'Elfo Puccini e la foto di Lia
Se volete altre informazioni sullo spettacolo e su Lia, continuate a leggere.


da www.duerighe.com
Il Teatro Elfo Puccini di Milano, dal 23 al 30 aprile 2013, presenta “Nome di battaglia Lia“, di Renato Sarti che è anche attore e regista della pièce.  Per questo spettacolo, ospitato a Palazzo Montecitorio nell’aprile del 2010, la Presidenza della Repubblica ha conferito una medaglia commemorativa al Teatro della Cooperativa che lo ha prodotto con il patrocinio dell’ Associazione nazionale partigiani italiani, Associazione nazionale ex deportati, Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione italiano, Federazione italiana associazioni partigiane, Laboratorio nazionale per la didattica della storia. Il 1 maggio 2013, la replica sarà riservata alla Camera del Lavoro.
Sul palco, frammenti di coraggio e solidarietà al femminile nell’ Italia del 1945, ancora per poco fascista, in un angolo di Milano: il quartiere Niguarda. La storia viene raccontata lontano da toni celebrativi, mezza in dialetto milanese, tra una risata ed una lacrima da  due attrici-narratrici, Marta Marangoni e Rossana Mola. Sono popolane, compagne anziane che hanno condiviso la resistenza. Una catena di solidarietà che nasce spontaneamente tra le donne, umiliate, offese, deboli. Private del padre, del marito, del fratello, del figlio si uniscono per aiutarsi e aiutare. Sono donne del popolo, poco istruite ma con un cuore grande. Inizialmente cucinano polenta, cuciono bandiere, accudiscono i bambini, curano i feriti. In un secondo momento nascondono armi, partigiani, fanno la staffetta portando messaggi importanti, girando per le vie del quartiere in bicicletta: via Ornato, Via Guglielmo Pepe, lungo il fiume Seveso. Sono tasselli di storie marginali ma che hanno contribuito ad arrivare al 25 aprile 1945. L’ospedale Niguarda è il centro, dove suor Giovanna nasconde i partigiani, ingessandoli o operandoli alla bocca per renderli irriconoscibili o impedire loro di parlare. Quando i fascisti perlustrano l’ospedale, li nasconde “in orizzontale” all’obitorio. Fra i tanti volti si ricorda Lia, Gina Galeotti Bianchi, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna. Quest’ultimo vantava a Milano ben 40.000 aderenti, oltre 3.000 attiviste. Lia è la responsabile del gruppo Niguarda. Lo spettacolo vuole essere un tributo al suo coraggio e al suo sooriiso.  Il 24 aprile 1945, quando ancora serpeggia la paura e i tedeschi stanno abbandonando convulsamente la città, dopo una corsa estenuante in bicicletta per portare un messaggio, Lia si accascia a terra, falciata dalla mitraglia nazista. Porta una gravidanza in grembo, insieme alla speranza di partorire in un’ Italia libera dal nemico.

da www.anpi.it

Gina Galeotti Bianchi


Nata a Mantova il 4 aprile 1913, caduta a Milano il 24 aprile 1945, ragioniera.
Lia, questo il "nome di battaglia" di Gina Galeotti Bianchi, è morta, dopo anni di lotta contro il fascismo, proprio nei giorni della Liberazione di Milano. Pur incinta di otto mesi, "Lia" si stava recando all'ospedale di Niguarda dove doveva incontrare alcuni partigiani feriti, lì ricoverati sotto false generalità. Fu falciata da una raffica di mitra, sparata da un camion carico di soldati tedeschi in fuga e incappati in un posto di blocco partigiano. Gina Galeotti Bianchi aveva cominciato giovanissima, diciassette anni prima, la sua attività antifascista. Nel 1943 era stata arrestata e deferita al Tribunale Speciale per essere stata tra gli organizzatori a Milano degli scioperi del marzo contro la guerra. Incarcerata per quattro mesi, fu liberata con la caduta del fascismo il 25 luglio e all'8 settembre entrò subito nelle organizzazioni della Resistenza. Fece parte, in particolare, del Comitato provinciale di Milano dei "Gruppi di difesa della donna", si impegno nel servizio informazioni e si dedicò all'assistenza delle famiglie degli antifascisti caduti. Il 19 novembre 2005, nella zona di Niguarda, nei giardini tra via Val di Ledro e via Hermada, il Comune di Milano ha intitolato l'area a Gina Galeotti Bianchi.

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