domenica 11 febbraio 2018

Battute (pessime) da un bar di leghisti


Buon pomeriggio.
Forse vi chiederete perché frequento un bar di leghisti: per comodità, per convenienza, per opportunità. E poi non è che sia un frequentatore assiduo: ci bevo un caffè, qualche volta un aperitivo - qualche rarissima volta, proprio perché bar di leghisti.
Vi si sentono delle battute e delle barzellette che sono pessime e in qualche caso atroci, nonché razziste, associate a discorsi di estrema destra e fascisti.
Esempi: 
  • non si dice terrone, ma diversamente meridionale;
  • un cinghiale cieco e un cavallo cieco si incontrano di notte. Per capire chi sono si toccano. Quando è il turno del cavallo, questi tocca il cinghiale e dice: Peloso, basso, puzzi. Ta s'é un terun;
  • il nostro problema non sono gli extracomunitari, sono ancora i meridionali;
  • a quello di Macerata (Luca Traini) devono dare l'ergastolo, perché non ne ha ammazzato nemmeno uno;
  • peccato che Hitler non li abbaia fatti fuori tutti;
  • piuttosto che comprare i tarocchi siciliani, compro le arance spagnole anche se non suono buone.
Sono solo alcuni esempi. Che svelano l'animo profondamente e convintamente razzista della base leghista. Sono battute che ho sentito in almeno tre diversi bar di leghisti. 
Se ce n'è uno vicino a casa vostra, provate a frequentarlo: in vino veritas e quando bevono birra, campari, pinot, prosecco e qualche altro alcolico gli elettori leghisti diventano particolarmente sinceri.
Ancora buona domenica a tutti.