domenica 11 febbraio 2018

SANREMO - CONSIDERAZIONI

Buona domenica.
Sanremo si è concluso. Non l'ho visto, come tutti gli anni. Ma alcune considerazioni penso vadano fatte. Perché Sanremo rimane un fatto culturale, che raggiunge milioni di persone e influenza, non solo musicalmente, le loro scelte. 
Proprio dal fatto di essere un fatto culturale nasce la prima considerazione. Quale dovrebbe essere il compito di Sanremo? Fotografare la scena musicale italiana o indirizzare i gusti degli spettatori e degli ascoltatori? La scelta di Claudio Baglioni di canzoni che parlano soprattutto dell'amore mi fa credere che la seconda opzione sia quella giusta. Moltissime persone in Italia ascolteranno nei prossimi mesi solo o quasi soltanto le canzoni di Sanremo. Ignorando il restante panorama musicale italiano. E si emozioneranno nel sentire le belle parole d'amore di certe canzoni. 
Ma quante storie d'amore hanno vissuto nella loro vita questi cantanti con "le facce da bambini e i loro cuori infranti"? Già, cuori infranti, perché al fondo delle storie e delle situazioni amorose che questi "artisti" cantano c'è sempre un fondo di tragicità, di relazioni finite male, di tradimenti, di incomprensioni, di "non posso più vivere senza te" o "non è giusto che tu mi lasci" (considerazioni che spesso stanno alla base anche dei femminicidi). Perché l'amore non può essere gioia? Il messaggio che trasmettono queste canzoni è quello di relazioni che non possono comunque durare per tutta l'esistenza, un messaggio di provvisorietà. Con canzoni  che presto finiranno nel dimenticatoio.
Non vedere Sanremo è allora forse un errore, perché così ci lasciamo sfuggire un discorso culturale che avrà un profondo impatto sull'esistenza di milioni di persone. O anche no. Molti diranno : "sono solo canzonette". Che però gli suoneranno in testa per giorni, per mesi, magari per anni, con il rischio di influenzare in modo occulto le loro vite e le loro relazioni affettive.
Sanremo è pericoloso, in questo senso, perché costruirà in molti un modo di percepire la vita e un pensiero unico, che lascia fuori molte altre esperienze: rap, cantautori, rock italiano, folk... Sanremo non è che uno dei tasselli tesi a costruire il consenso verso un modo di vivere disimpegnato e chiuso nelle proprie relazioni affettive, senza vera attenzione agli ultimi, alla società nelle sue mille sfaccettature, a chi è relegato ai margini, a chi non è d'accordo, alla fede, alle scelte alternative e a mille altre esperienze esistenziali.
"Molti ignorano quel tarlo mai sincero che chiamano pensiero", non esercitano la ragion critica e si accontentano di vivere nella massa, per la paura di sentirsi sola. Un sintomo di immaturità? Spero di no. 
Al prossimo post.