[Stefano disse:] – 48 L’Altissimo tuttavia non abita in costruzioni fatte da mano d’uomo, come dice il profeta:49 «Il cielo mi fa da trono e la terra da sgabello dei miei piedi.Quale casa mi potrete costruire, dice il Signore,o qual è il luogo del mio riposo?50 Non è forse la mia mano che ha creato tutte queste cose?». 51 Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo, come i vostri padri anche voi. 52 Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, 53 voi che avete ricevuto la Legge con mediazioni di angeli e non l’avete osservata!54 All'udire queste cose, divennero furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui.55 Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio 56 e disse: – Ecco, contemplo i cieli dischiusi e il Figlio dell’Uomo che sta alla destra di Dio. 57 Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui.
Questa è la prima lettura della liturgia ambrosiana di oggi, VII domenica di Pasqua.
La lettura è splendida; io voglio meditare su alcuni passaggi davvero interessanti. Il primo è al versetto 48:
L’Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d’uomo.
E' chiaro che il riferimento primario è al tempio di Gerusalemme: Dio non abita lì. Il nuoto tempio della presenza di Dio tra gli uomini non è più il Santo dei Santi e nemmeno l'Arca dell'Alleanza, ma Gesù, il Messia nel quale si sono compiute tutte le attese della promessa e le profezie. Riferito all'oggi: Dio non abita nelle chiese di mattoni o cemento che noi abbiamo costruito. Dio abita nell'uomo, nella sua esistenza modellata sul Vangelo, nell'amore che ogni persona vive verso gli altri.
Qual è il luogo del mio riposo? Dio non si riposa, cioè l'Altissimo non resta chiuso nel suo esistere eterno, ma è in continua uscita, la sua opera creatrice e il suo piano di salvezza non conoscono riposo. Uscire da sé, andare verso l'altro, immagine dell'Altro, è la modalità che ci consente di vivere come Dio, come Gesù ci ha testimoniato durante la sua missione terrena. Un altro e un Altro che noi non potremo mai raggiungere pienamente, perché rimarrà sempre una distanza non percorribile tra me e l'altro e ancor di più tra me e l'Altro, l'assolutamente altro.
Il fatto che Dio abiti in Gesù di Nazareth e che questo sia il nuovo tempio di Dio ( 1 Corinzi 3, 16: Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?) ci porta sul piano antropologico. Questo luogo del dimorare di Dio non può essere costruito da mani d'uomo. Una persona non può essere frutto e opera solo dell'unione tra uno spermatozoo e un ovulo, della fusione tra due gameti. Solo Dio stesso può creare una nuova persona, noi esseri umani siamo solo tramite storico della sua opera creatrice, che avviene attraverso l'azione dello Spirito santo, dal quale ogni essere umano è creato e che fin dal momento del suo concepimento riceve in dono: motivo per cui la vita umana è sacra fin dal suo primissimo sorgere.
Una riflessione va fatta anche a riguardo di tutte le nostre teologie: Dio non abita nemmeno in loro. Per quanta e quante verità esse possano esprimere, Dio, che ha il cielo come trono e la terra come sgabello dei piedi, eccede, oltrepassa ogni nostro pensiero e ogni nostro concetto, non può essere racchiuso in un'idea generata da mente umana o in una raffigurazione mentale, per quanto bella e vera essa sia. Dio è l'assolutamente Altro e noi non Lo possiamo conoscere fino in fondo con la nostra povera ragione umana; Lo possiamo invece incontrare nella preghiera, personale, di adorazione, e soprattutto comunitaria, a partire dal banchetto eucaristico. Lo possiamo incontrare nella Parola che ogni giorno Egli rivolge attraverso l'Ecclesia a ciascuno di noi. La verità non può essere posseduta, perché Dio è la verità e nessuno può possedere Dio, e non può essere espressa per intero e perfettamente, perché Dio è infinito e non può essere racchiuso nelle nostre teologie (e filosofie)
Il secondo passaggio è al versetto 51:
Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo, come i vostri padri anche voi.
Questa Parola non è rivolta solo agli uditori di Stefano. Come ogni Parola della Sacra Scrittura essa è detta a noi oggi. Quindi essa è rivolta qui ed ora all'Ecclesia: siamo noi i testardi e gli incirconcisi, siamo noi che opponiamo resistenza alla Spirito Santo. Il rischio è di chiuderci in noi stessi e rendere vana l'azione che lo Spirito cerca di operare attraverso noi. Ma soprattutto siamo incirconcisi nel cuore, cioè non abbiamo lasciato che lo Spirito togliesse dal nostro cuore tutti gli elementi che ci ostacolano nello sforzo, nell'impegno di vivere secondo l'insegnamento del Vangelo; e nella orecchie, cioè non abbiamo lasciato che lo Spirito ci liberasse dalla nostra incapacità di ascoltare e di accogliere tutti gli insegnamenti della Parola, del Vangelo. Noi siamo figli nella fede di coloro che opposero le proprie tradizioni e le proprie convinzioni alla parola dei profeti suscitati nel popolo di Dio, che oggi è l'Ecclesia, dallo Spirito Santo. Li abbiamo uccisi, magari non fisicamente, ma sul piano ecclesiale e spirituale, emarginandoli dalla comunità, bollandoli come strani e strampalati, al limite dell'eresia.
E' ora che ci convertiamo dalle nostre tradizioni, che smettiamo di pensare che Dio abita nelle nostre chiese e che più sono belle Dio si compiacerà di abitare in esse. Dio abita in ciascuno di noi e soprattutto nel popolo di Dio nel suo insieme, nel suo vivere nell'unità perfetta (Gv 17,22b-23 siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa: io in loro e tu in me, cosicché siano perfetti in una sola cosa, dal Vangelo di oggi della liturgia ambrosiana).
Buona domenica a tutti.

Nessun commento:
Posta un commento