| Donne del Rajasthan |
Le notizie che arrivano dall'India su donne violentate e uccise aprono in questi giorni i notiziari. Si scopre l'acqua calda, cioè che le donne ancora oggi, sono le vittime preferite, insieme ai bambini, di atti di violenza e omicidi. Vittime non inerti, ma più deboli dei loro carnefici, donne spesso innamorate del loro stesso carnefice, donne che cercano solo di vivere la loro vita, come ogni persona in questo mondo.
Le notizie che arrivano da lontano ci distolgono dalle violenze di casa nostra, da quelle che accadono appena fuori (spero) dalla nostra porta e che sono spesso nascoste nel silenzio o dietro occhiali scuri.
Io sono maschio, ma mai mi permetterei di alzare una mano contro una donna, come non farei mai violenza nemmeno a un maschio, perché la violenza non può mai, in nessun caso, risolvere davvero un problema, una situazione, uno scontro.
Prego oggi per le donne. Non per quelle morte, perché io non credo molto al pregare per chi è già nell'eternità di Dio o del nirvana. Prego per le donne vive, perché possano vivere in pienezza la loro esistenza, sicure e tranquille in una società che capisca finalmente che la differenza è ricchezza e le donne persone, non oggetti. E prego per i loro carnefici, perché si pentano e si convertano dal loro comportamento violento e dai loro desideri insani, affidandosi eventualmente anche a professionisti (medici, psichiatri, assistenti sociali...) per guarire dalle patologie - a volte mostruose - che li affliggono.
Affido a Maria ogni donna del mondo, perché le stia vicina e la sostenga, come ha fatto con la cugina Elisabetta. E affido a lei anche i carnefici, che sono pur sempre suoi figli, pur nella loro degenerazione. Che Maria possa guarire i loro spiriti e i loro cuori, trasformando l'energia violenta che li attraversa in forza positiva e costruttiva, forza d'amore.
Amen.
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