Sì, avete capito bene. Ieri a Caterpillar il Natale è stato definito una tragedia. Da un po' di tempo non ascoltavo quello che una volta era un programma di ben altro livello: il cambio dei conduttori non ha fatto molto bene alla trasmissione.
Definire il Natale una tragedia è possibile solo per chi considera solo: i regali, le luminarie, le cibarie, i parenti e altri aspetti della festa che per la festa non sono essenziali.
Definire il Natale una tragedia è possibile solo per chi considera solo: i regali, le luminarie, le cibarie, i parenti e altri aspetti della festa che per la festa non sono essenziali.
Ciò che è essenziale nel Natale è solo la nascita di Gesù di Nazareth, l'Emmanuele, il Dio con noi e per noi, fattosi carne per salvarci. Perché questo è l'interessante: che a salvarci non è lo Spirito, ma un uomo di carne e sangue e oggi un pane-corpo e un vino-sangue.
Questo discorso di Caterpillar altro non è che un altro attacco alla cristianità, dopo la bella pensata del calendario laico.
Cari conduttori: tra coloro che pagano il canone RAI o tassa di possesso, esistono anche molti, moltissimi cristiani credenti e praticanti, che vorrebbero un po' più di rispetto. Poco, quel tanto che basta.
Buon Natale, anzi, auguri di un Santo Natale nel Signore Gesù che viene a salvarci.
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