martedì 12 marzo 2013

I marò italiani e l'India


Cosa dire della storia dei due marò arrestati e detenuti in India e ora liberati con una specie di blitz dal governo italiano?
Ecco alcune considerazioni.
Che differenza c'è tra i due marò italiani e gli aviatori americani che provocarono il disastro del Cermis? Solo il numero dei morti. Anche l'aereo è extraterritoriale, in qualche modo, ed è appellandosi a queste considerazioni che l'esercito statunitense riportò negli USA gli aviatori sottraendoli alla giurisdizione italiana.  Lo sdegno fu grande, allora. E oggi?
Voglio solo ricordare che i due marò non sono le vittime, ma gli autori di un tragico errore e quindi di un omicidio, colposo o preterintenzionale che sia.

Perché dunque sottrarli alla giustizia? E non solo indiana, credo. Sono proprio curioso di vedere quando mai si svolgerà un processo, dove e quale sarà l'esito. Perché i due militari sono colpevoli di aver ucciso degli innocenti. Ma cosa sono le vite di due poveri pescatori indiani?
Anche l'India si è comportata male, attirando in porto la nave con un escamotage e continuando a posticipare la decisione sulla giurisdizione. Un allungamento dei tempi che si potrebbe considerare un trucco legale per detenere i due militari senza che siano mai stati condannati. Un rinvio che sembrava essere a tempo indeterminato.
Ognuno giudichi l'accaduto come meglio credo, ma vi chiedo di lasciar da parte le solite retoriche della patria  e della nazione: non è più questo il tempo. Anche perché, ricordiamolo, il loro compito era difendere una nave commerciale, che certo non lavora per la gloria della patria. 
Una sola richiesta: sia fatta giustizia.

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