Ero indeciso se scrivere o no questo post, ma ho deciso di farlo.
I loggionisti hanno fischiato il regista della Traviata: l'allestimento a loro non è proprio andato giù. Chi sono questi loggionisti? Persona aggrappate ad un passato che non può tornare, figli e nipoti (anche se non di sangue) di coloro che criticarono a suo tempo Visconti. Il mondo va avanti, non si può rimanere aggrappati all'800. Queste persone assomigliano tanto ai censori che vollero costumi settecenteschi per la prima assoluta dell'opera di Verdi.
Ludovico Einaudi, famoso ed apprezzato pianista, ieri sul Corriere affermava: Per comporre devo andarmene dalla baraonda. Una delle tante, troppe ovvietà di questo nostro tempo. Conosce forse qualcuno che compone nella baraonda? Affermazione banale almeno quanto la sua noiosissima musica. Non lo dico per aver sentito i suoi dischi, ma per aver assistito anni fa ad un suo concerto a Villa Arconati di Bollate il 2 luglio del 2002: una noia mortale, frasi musicali ripetute fino alla nausea e al vomito. Meno male che tra le due parti della sua esibizione ha suonato Ballaké SIssoko , uno dei più grandi suonatori di kora dell'Africa. Una breve esibizione, molto intensa e spettacolare. Ma a lui era stato dato poco tempo, un esempio di razzismo culturale, non solo e non tanto perché artista africano, ma perché sconosciuto agli snob che apprezzano l'insulsa musica di Einaudi, che è di moda, tanto che ne parla anche il Corriere, giornale che sarebbe piaciuto a Vincenzo Monti, poeta del consenso, come lo definisce il grande Walter Binni.
Sono un po' polemico? Sì, avete ragione. Da oggi in po cambierò stile, cercherò di essere più evangelico e meno veterotestamentario. Ma non assicuro nulla.
Buona domenica sera a tutti.
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