I francesi hanno deciso di intervenire in Mali. Era ora che qualcuno si muovesse in favore degli abitanti del nord di questo stupendo paese africano, dove sono stato in viaggio nel 1999 per 18 giorni. Non sfuggano le conseguenze che questo ennesimo intervento "occidentale" in un contesto di guerra potranno avere: riceveremo ancora minacce di attentati da parte di
al-Qaeda e da altri movimenti terroristici pseudo islamici e altri morti torneranno nelle nostre città - parlo da occidentale, non da italiano, chiaramente, in quest'epoca globale dove tutto può avere conseguenze sulla nostra quotidianità.
al-Qaeda e da altri movimenti terroristici pseudo islamici e altri morti torneranno nelle nostre città - parlo da occidentale, non da italiano, chiaramente, in quest'epoca globale dove tutto può avere conseguenze sulla nostra quotidianità.
Ma al di là di queste considerazioni e della ennesima affermazione che il dialogo dovrebbe essere il mezzo di risoluzione delle divergenze e dei conflitti, e non le armi, una riflessione mi sembra opportuna.
Ancora una volta gli estremisti islamici si sono infiltrati in una situazione destabilizzata e si sono impadroniti di ciò che loro non era e non è: la rivolta dei Tuareg e della altre popolazioni dell'Azalai contro il governo centrale del Mali. Per la prima volta queste popolazioni avrebbero potuto fondare una nazione loro e ancora una volta così non sarà. Perché? Perché gli islamici schiavisti hanno di nuovo invaso queste terre, come già nell'antichità, quando imposero con le armi, come oggi, una religione che non è di queste persone e che in Mali è stata dai più vissuta all'acqua di rose, nonostante il Mali sia stato governato diversi anni da un governo islamico che lo definì ad un certo punto stato islamico.
Ho conosciuto i fulani e i dogon, i bambara e bozo, i malinke e i songhai, sono stato nelle tende dei pastori sonrai, ho assistito a una concerto dal vivo di Alì Farka Touré, tenuto per noi nel cortile dell'hotel Le Campement di Niafounke, sua città natale e titolo di un suo splendido disco, e ho visto di persona come in Mali l'islam fosse vissuto in modo africano. Cosa importa veramente di queste popolazioni a questi terroristi islamici, che vorrebbero far vivere gli altri come al medioevo e loro come nel XXI secolo?
E' ora di fermare questo islam violento, che vorrebbe fagocitare tutti coloro che la pensano diversamente da loro e vorrebbe impadronirsi, come ha sempre fatto nella storia (vedi i berberi del nord Africa e Gerusalemme), di ciò che loro non è e non è giusto che sia. Fermiamo l'Islam violento prima che sia troppo tardi.
N.B. Chi volesse vedere alcune delle foto del mio viaggio in Mali può farlo su http://www.flickr.com/photos/57181978@N02/sets/72157630370923342/
Buon sabato pomeriggio a tutti
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