sabato 12 gennaio 2013

No all'adozione per i gay


Credo che questa sia l'immagine che meglio di ogni altra possa rappresentare la possibilità, aperta dalla sentenza della Cassazione che ha osservato come sia un puro «pregiudizio» pensare che ci possano essere ripercussione negative per un bambino che cresce in una coppia gay. «Non si capisce di cosa parli la Cassazione quando afferma che non esistono certificazioni scientifiche attestanti l'inidoneità dei gay ad adottare. D'altro canto non è la prima volta che la Suprema Corte stupisce con sentenze scioccanti, come alcune relative alla violenza sulle donne», rileva in una nota Marziale che è anche consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia. «Un'equipe, guidata dal prof. Loren Marks della Louisiana State University - sostiene il sociologo - ha messo a punto un'ennesima analisi, pubblicata sul Social Science Research, che attesta le notevoli differenze sussistenti tra figli adottati da coppie gay conviventi e figli naturali di coppie eterosessuali». 
Già, ma forse la Cassazione non ritiene scienza né la psicoanalisi né la psicologia clinica. Forse pensa ancora che Freud sia stato un millantatore. E forse non ritiene importante nemmeno la natura, che si è evoluta (da evoluzione, termine così caro agli scientisti) fino ad arrivare a far sì che tutti gli esseri viventi superiori nascessero da un padre e da una madre (dove il termine "superiori" può essere letto sia in termini quantitativi che qualitativi). E' evidente che il bambino crescerà in un ambiente non equilibrato, nel quale comincerà da subito a vivere nell'omologazione invece che nella differenza. Come se non bastasse l'omologazione che la cultura consumistica e modaiola dominante nella nostra società tenta di imporci ogni momento, facendoci pensare che chi è differente o diverso e non accetta l'omologazione deve essere escluso.
Sì, cari amici e fratelli (nel Signore) gay, voi che tanto predicate l'orgoglio di essere diversi volete imporre ai bambini di crescere in una coppia dove la diversità e la differenza non sono presenti e nella quale l'omologazione la fa da padrona.
In questa nostra epoca dove si invoca tanto il rispetto assoluto della natura, questa scelta fa proprio pensare.

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